James P Graham

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36.
Forbidden Fruit, 2018

194 (+38) x 130 x 130 cm, albero di melo, accaio inox / Appfelbaum, Chromstahl / appel tree, stainless steel

James P Graham - Bagnoregio (I) - *1961 Windsor (UK)

ITALIANO

James P Graham nato a Windsor (GB9 nel 1961. Da tanti anni lavora come artista multimediale principalmente nei settori del cinema, della fotografia del disegno e della scultura. A diciotto anni, dopo aver completato gli studi alll Elton college, si trasferisce a Parigi per iniziare a lavorare nel campo fotografico. Dopo sette anni di lavoro come professionista, torna a Londra e e ottiene un impiego come regista di film commerciali, lavorando contemporaneamente di commesse fotografiche internazionali nel settore editoriale, pubblicitario e fotografico. Nel 2000 prende 2 anni sabatici durante i quali rifiuta tutto il lavoro commerciale per concentrarsi sulla creazione della sua prima opera d’arte di una certa rivelanza, ultimata nel 2002-2003. Si trattava di video sperimentali in Super 8, riprodotti su schermi che mostravano paesaggi dal “significato metafisico e analogico”.

Il suo lavora prima lavoro di notevole importanza “Iddu” (2007), è stato realizzato in un arco di 5 anni , girato sulle pendici del vulcano attivo Stromboli ed è stato finanziato congiuntamente dall’ Arts Council of England e dalla Nesta Fondation. Questa istallazione video è stato esposta nel 2007 alla MUDAM Guest House, Musèe d’Art Moderne in Lussemburgo, sotto forma di una tenda di 9m di diametro e tre metri di altezza. Iddu, è stato successivamente esposta nel 2010 alla Busan Biennale nella Corea del Sud, a cura di Akio Suzuki.

Nel 2008 Graham si dedica alla scultura e crea le sue prime “Suspended Animations” , in cui mette in evidenza le qualità “ vivente” della pietra. Ogni sasso presenta un foro prodotto naturalmente che gli antichi credevano possedesse proprietà guaritrici. Le forme scultoree somigliano a strutture scheletri deformate che aleggiano sospese a pochi centimetri dal suolo. Queste sculture non sono prive di un legame con il suo film Losing Seahenge (1999) in cui l’artista denuncia chiaramente la sacrilega distruzione di un luogo di sepoltura antico 4000 anni trasformato in un sterile” zoo geologico” e diventato ormai un sito perso per sempre a causa di continuo lavori di scavo. Vista la sua formazione tradizionale nel campo fotografico e cinematografico, Graham ama in modo particolare la combinazione di processi analogici e tecnologia altamente sofisticata Di recente alcuni progetti dell’artista, come Albion 2006 e la seria continua di stampe Voyage, sono stati realizzata esclusivamente mediante polaroid, le quali sono ritenuti l’unico mezzo visivo in di catturare in modo efficace il campo energetico di un luogo o di una persona. Allo stesso modo è stato realizzato Pilgrimage (2009),opera generata durante una passeggiata di cinque giorni lung la famosa linea energetica di St. Michael, in Inghilterra.

Utilizzando principalmente i paesaggi e la natura l’opera di Graham rimanda al concetto a cui viene spesso fatto riferimento , ma ormai in disuso, di “scientia sacra”, permeando di significato metafisica e ontologico i luoghi e gli oggetti prescelti. Questo ha portato l’artista sviluppare un interesse per le forme energetiche inusuali. Ciò è dimostrato dalla struttura delle sue opere e dalla forma dei materiali utilizzati e si manifesta nella mente dell’osservatore, con effetti che possono andare da un’attrazione sottilmente percettibile a un totale coinvolgimento. L’opera di Graham si basa principalmente su due fondamentali fattori. Il primo è “l’intuizione” l’elemento catalizzatore per la creazione di qualsiasi opera d’arte, mentre il secondo è la “risonanza” il risultato dell’opera così come espresso attraverso la mente dell’osservatore. Totem Refuge è la prima di una serie di scultorea utilizzare un’antenna parabolica, un oggetto moderno della vita di tutti i giorni, che l’artista invita a considerare in un contesto alternativo.

Installato al MAAM nel dicembre 2013, fa specificamente riferimento alla creazione di Metropoliz, uno spazio abitativo come rifugio per i suoi abitanti “meticci”. Le antenne satellitari sono allestite sotto forme di totem, per aiutare i residenti a ritrovare l’energia frammentata dei loro “antenati” , sia fisica che metafisica. Un’antenna parabolica orizzontale nella parte più alta della scultura ricorda un altare, aggiungendo un elemento alchimistico e ritualistico all’opera.

James P Graham

ENGLISH

Born 1961 James P Graham has been working full time as a multimedia artist for fifteen years working principally in film, photography, drawing and sculpture. Having left Eton College at 18 he travelled to Paris to start a career in photography. After 7 years professional work he returned to London in 1994 to direct TV Commercials, and in parallel was awarded international photographic commissions in editorial, and advertising photography. In 2002-3 he spawned his first artworks. These were screen based experimental filmworks using Super 8 film and framed within a landscape of 'metaphysical and ontological significance'. His first large scale work Iddu (2007) was made over 5 years on the landscape of the active volcano Stromboli in Italy and jointly funded through the Arts Council of England and the NESTA Foundation. This 360 degree multi screen film installation was first exhibited at MUDAM Guest House, Musee d’Art Moderne (MUDAM) Luxembourg in 2007 in the form of a 9m diameter, 3m high tent .and subsequently at the Busan Biennial, South Korea 2010, curated by Takashi Azumaya. In 2010 It was adapted into a two screen work Iddu – study in 60 degrees for the critically acclaimed exhibition Volcano: Turner to Warhol at Compton Verney, Warwickshire, UK. b In 2008 he made the first of his Suspended Animation sculptures, where Graham 'enhances the living qualities of stone.’ Every flint contains a naturally made hole which ancients believed possessed healing qualities. The sculptural forms resemble warped skeletal frames imperceptibly hovering above the ground. This is not unrelated to his film Losing Seahenge (1999) which clearly laments the sacrilegious removal of a 4000 year old burial site to a sterile ‘geological zoo’, a site now lost for ever as a result of its autopsy and excavation. Having trained traditionally in photography and filmmaking, Graham particularly enjoys the interface between analogue processes and high end technology. Recently, some of his projects like Albion (2006), and the ongoing Voyage print series, have been made uniquely using polaroid film, which is believed to be the only visual medium to successfully capture the energetic field of a place or person. Mainly using landscape and nature, his work explores and often references the now disused term ‘scientia sacra’, imbuing chosen locations and objects with a metaphysical and ontological significance whilst pursuing an interest in unusual energetic fields. The results can be enticingly intangible, and in some cases, totally immersive. Graham sites two important factors fundamental to his work. First, ‘intuition’ - the catalyst behind the creation of every artwork, and second, ‘resonance’ - the result of the work as expressed through the viewer. As well as carrying the title of his first solo show in Italy, ‘Calling for the Infinite Sphere‘ refers to a new series of sculptures which uses the satellite dish, a modern everyday object, and transforms it from receptive to reflective portal. The title references a famous quote attributed to the ancient Egyptian philosopher, priest and alchemist Hermes Trismegistus. ‘God is an infinite sphere, the centre of which is everywhere and the circumference nowhere’. James P Graham lives and works between London and Italy.

DEUTSCH

​James P. Graham, geboren 1961 in Windsor (GB9). Erarbeitet seit vielen Jahren als Multimedia - Künstler hauptsächlich in den Bereichen Kino, Zeichnen und Skulpturenfotografie. Mit achtzehn Jahren zog er nach Abschluss seines Studiums am Elton College nach Paris und arbeitet als Fotograph. Nach siebenjähriger Berufserfahrung kehrt er nach London zurück und erhält eine Stelle als Regisseur für Werbefilme. Gleichzeitig arbeitet er an internationalen Fotokommissionen in den Bereichen Verlagswesen, Werbung und Fotografie. Im Jahr 2000 gestattet er sich zwei Sabatical Jahre, in welchen er jegliche kommerzielle Arbeit ablehnt, er experimentiert mit Videos in Super 8, die auf Bildschirmen mit Landschaften mit "metaphysischer und analoger Bedeutung" wiedergegeben werden.

Seine erste bedeutende Arbeit "Iddu" (2007) wurde über einen Zeitraum von 5 Jahren auf den Hängen des aktiven Vulkans Stromboli gedreht und vom Arts Council of England und der Nesta Fondation gemeinsam finanziert. Diese Videoinstallation wurde 2007 im MUDAM-Gästehaus im Musée d'Art Moderne in Luxemburg in Form eines Zeltes von 9 m Durchmesser und drei Metern Höhe ausgestellt. Iddu wurde anschließend 2010 auf der von Akio Suzuki kuratierten Busan Biennale in Südkorea ausgestellt.
2008 widmete Graham sich der Bildhauerei und schuf seine ersten "Suspended Animations", in denen er die "lebendigen" Eigenschaften von Stein hervorhob. Jeder Stein hat ein natürlich erzeugtes Loch, von dem die Alten glaubten, dass es heilende Eigenschaften besitzt. Die skulpturalen Formen ähneln deformierten Skelettstrukturen, die einige Zentimeter über dem Boden hängen. Diese Skulpturen sind nicht ohne Bezug zu seinem Film Losing Seahenge (1999), in dem der Künstler die sakrilegische Zerstörung einer 4000 Jahre alten Bestattungsstätte, die in einen sterilen "geologischen Zoo" verwandelt wurde, klar anprangert und nun zu einer verlorenen Stätte geworden ist wegen ständigen Ausgrabungen. Aufgrund seiner traditionellen Ausbildung im fotografischen und kinematografischen Bereich schätzt Graham die Kombination von analogen Verfahren und hochentwickelter Technologie besonders: Einige der Projekte des Künstlers, wie Albion 2006 und die fortlaufende Serie von Voyage-Drucken, wurden in letzter Zeit ausschließlich mit Polaroid hergestellt , die als einziges visuelles Medium zur effektiven Erfassung des Energiefeldes eines Ortes oder einer Person gelten. Auf die gleiche Weise entstand Pilgrimage (2009), eine Arbeit, die während eines fünftägigen Spaziergangs entlang der berühmten energetischen Linie von St. Michael in England entstand.
Graham verwendet hauptsächlich Landschaften und Natur und bezieht sich dabei auf das Konzept der "scientia sacra", die die ausgewählten Orte und Objekte mit einer metaphysischen und ontologischen Bedeutung durchdringt. Dies hat den Künstler veranlasst, sich für ungewöhnliche Energieformen zu interessieren. Dies zeigt sich in der Struktur seiner Arbeiten und der Form der verwendeten Materialien und manifestiert sich im Bewusstsein des Betrachters mit Effekten, die von einer subtil wahrnehmbaren Anziehungskraft bis zu einer totalen Einbeziehung reichen können. Grahams Arbeit basiert hauptsächlich auf zwei fundamentalen Faktoren. Das erste ist "die Intuition" der Katalysator für die Schaffung eines Kunstwerks, während das zweite die "Resonanz" ist, die das Ergebnis des Werks ist, wie es durch den Verstand des Betrachters ausgedrückt wird. Totem Refuge ist die erste einer Reihe von Skulpturen, die eine Satellitenschüssel verwenden, ein modernes Alltagsobjekt, zu dessen Betrachtung der Künstler in einem alternativen Kontext einlädt.
Installiert auf der MAAM im Dezember 2013, bezieht es sich speziell auf die Schaffung von Metropoliz, einem Lebensraum als Zufluchtsort für seine Bewohner "Mestizen". Die Satellitenantennen sind in Form von Totems aufgebaut, um den Bewohnern zu helfen, die fragmentierte Energie ihrer "Vorfahren" zu finden, sowohl physisch als auch metaphysisch. Eine horizontale Parabolantenne im oberen Teil der Skulptur ähnelt einem Altar und fügt dem Werk ein alchemistisches und rituelles Element hinzu.

© 2017 by La Serpara © Paul Wiedmer, Jacqueline Dolder, Samuele Vesuvio

La Serpara|01020|Civitella d'Agliano|VT|Italia

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